Seconda parte
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video e immagini a cura di Daniele Coluri

La guerra si rivela presto sanguinosa e logorante. L'Italia alleata, alleata con Germania e Austria nella Triplice Alleanza, che è un patto difensivo, entra solo nel 1915 in guerra, non essendo preparata, non avendo armamenti adatti un anno prima.
L'opinione pubblica resta divisa, neutralisti VS interventisti (tra cui Marinetti, D’Annunzio).
Antonio Salandra firma segretamente il Patto di Londra (26 aprile 1915), alleando l'Italia con Triplice Intesa. Francia, Gran Bretagna e Russia promettono un lauto bottino di guerra: Trentino, Alto Adige, Istria e Dalmazia, un protettorato sull'Albania, persino alcuni territori in Africa.


Il 24 maggio 1915 l’Italia entra in guerra.



Gli scontri, fin dall'inizio, si rivelano fallimentari per l’Italia, si tratta di una guerra di posizione che non permette di senza avanzare.
Al comando c'è Luigi Cadorna, che fa quello che qualsiasi comandante avrebbe fatto nei suoi panni.

Poche sono le vittorie italiane, come quella del 1916 sull’Isonzo, con la presa di Gorizia.
Numerose e grandi invece le azioni austro-tedesche punitive ai danni dell’Italia.
I primi anni della guerra sono simili tra loro e nessun esercito riesce a sconfiggere gli altri veramente.



La guerra di logoramento prosegue fino al 1917, quando scoppia la Rivoluzione russa e questa si ritira dalla guerra, consentendo una riconfigurazione del fronte.
Le truppe tedesche vengono riposizionare verso l’Italia, portando alla rotta di Caporetto (24 ottobre 1917).

Gli Italiani riescono a bloccare l'avanzata della controparte sul Piave.
Si provvede al rinnovo del comando con Armando Diaz che sostituisce Luigi Cardona.
Vengono chiamati alla leva i giovani del 1899, nemmeno diciottenni.


Ad aprile 1917 entrano in guerra gli USA, dopo aver supportato negli anni prima Francia e Inghilterra, per arginare l'espandersi dell'economia tedesca. Wilson lancia una grande campagna propagandistica: è una guerra in difesa delle democrazie VS autoritarismo degli Imperi centrali ed immette in Europa un importante numero di soldati, cambiando di fatto le sorti della guerra.

