Conosciamo il bostrico, il parassita che sta devastando le foreste colpite dalla Tempesta Vaia

Il 2021 sarà ricordato come “l’anno del bostrico”, ma in negativo: stiamo infatti per raggiungere il picco della massima diffusione di questo parassita che toglie la linfa vitale agli abeti rossi, condannandoli alla morte in poche settimane. Sono circa 7.000 gli ettari di foresta e circa 3 i milioni di metri cubi di legname danneggiato dal bostrico nelle aree già devastate dalla tempesta Vaia come in Val di Fiemme, Enego e Bosco Pizzotto. I danni causati dal bostrico sono ingenti per la filiera del legno, pari a circa 350 milioni di euro, ma questa è una vera e propria emergenza ambientale: 11 milioni di tonnellate di CO2 rilasciate dalle foreste decedute, oltre alla CO2 che non sarà sequestrata, pari a quelle emesse mediamente in un anno da 5 milioni di automobili.

Bostrico


Rebus Tempesta Vaia, tre anni dopo
Raiplay, 17.10.2021

Dopo tre anni dalla tempesta Vaia, che ha devastato i boschi del Veneto, del Trentino e del Friuli Venezia Giulia, Rebus torna sui luoghi montani per vedere come stanno oggi i boschi. Ne parla Paolo Kovatsch, Responsabile Tecnico Foreste Demaniali del Trentino.

Rebus Tempesta Vaia


Il problema “ceppaie”
Blog - AlberiAMO l'Altipiano
Prof. Raffaele Cavalli, TESAF - Università di Padova
Ottobre 2021

Normalmente, nelle disposizioni regionali di taglio forestale, le ceppaie vengono lasciate al suolo per essere decomposte gradualmente da funghi e microrganismi e ritornare a far parte del bosco come nuovo nutrimento. Nel caso di Vaia però la loro quantità e densità sul terreno è tale che ha fatto emergere nuove criticità rispetto alla norma. Limitarne la presenza in tempi minori rispetto a quelli naturali (35-40 anni) servirebbe infatti a limitare il rischio di epidemia da bostrico, a liberare potenziali nuovi spazi destinati a pascolo nonché ad arginare la possibilità che la loro degradazione possa creare dissesti idrogeologici in futuro.


Eventi climatici estremi e bilancio del carbonio: il caso Vaia
Roberto Pilli, Matteo Vizzarri e Gherardo Chirici ·
04.05.2021

La tempesta Vaia ha avuto e continua ad avere importanti implicazioni ecologiche e socio-economiche nelle aree più colpite, e non solo. Ma, quali sono stati gli effetti sul bilancio complessivo di carbonio delle foreste italiane? Questo studio ha dimostrato che il sequestro di carbonio a livello nazionale nel 2018 si è probabilmente ridotto del 4% rispetto a uno scenario di gestione ordinaria.

Eventi_climatici_estremi Eventi_climatici_estremi


Dopo Vaia diamo i numeri
Blog - AlberiAMO l'Altipiano
Prof. Raffaele Cavalli, TESAF - Università di Padova
Aprile 2021

Vaia ha forzato a prendere coscienza del ruolo tutt’altro che marginale della superficie forestale: si tratta, nel solo Veneto, di circa 465.000 ha, pari a un quarto dell’intera regione, con un'estensione per la maggior parte in area pedemontana e montana, nelle province di Verona, Vicenza, Treviso e Belluno. Sì è inoltre acquisito che della superficie forestale, quella segnatamente a bosco è composta per il 59% da specie latifoglie, tra cui predominano il faggio e le formazioni a ostrieti e carpineti, ossia quelle formate da carpino nero e carpino bianco. Il rimanente 49% della superficie è composto da specie conifere, con prevalenza di abete rosso e di larice.
Il prelievo annuo da parte dell’uomo per soddisfare i propri fabbisogni (energetici e industriali) è molto limitato, essendo stimato in circa 300.000 metri cubi, pari al 15% dell’incremento corrente (accrescimento annuo dei boschi). Si tratta di un valore esiguo, in particolare se lo si compara alla media europea che è pari al 65% dell’incremento annuo.
[…] le foreste, intese come ecosistemi, non sono entità statiche, non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi; la scala temporale in cui si può misurare tale dinamicità è però di gran lunga superiore a quella della vita di un singolo essere umano e come tale non facile da apprezzare.


Duferco Biomasse e il recupero di un territorio: due anni dopo la tempesta Vaia
29.10.2020

Due anni fa la tempesta Vaia cancellò 41.491 ettari di boschi, soprattutto tra Veneto (12mila ettari) e Trentino (22mila). Con milioni di alberi abbattuti e un paesaggio radicalmente cambiato, era necessario trovare un modo di raccogliere e impiegare tonnellate di legname di altissima qualità. In questo scenario, Duferco Biomasse si è aggiudicata uno dei lotti più grandi: circa 360 mila metri cubi di legname in un’area compresa tra i comuni di Enego, in provincia di Vicenza, e Grigno, in Trentino, dando vita al cantiere forestale più grande d’Italia.

Duferco Biomasse


Vaia, la notte che ha cambiato le Dolomiti: il docu-film
Andrea Selva, 15.10.2019

La notte di Vaia, il 29 ottobre 2018, è la notte che ha cambiato le Dolomiti. A un anno di distanza ecco un mini-documentario per raccontare (con voci e immagini inedite) cos'è stata davvero quella notte di tempesta che ha sconvolto le nostre foreste. Di Andrea Selva e Legno trentino.

Vaia la notte che ha cambiato le Dolomiti


RAI 1, TGR
Prof. Emanuele Lingua, 25.10.2020
Asiago(VI), un progetto per favorire la rinascita dei boschi


'Oltre Vaia' Il progetto condiviso che fa rinascere i boschi in Altopiano
25/10/2020

TG Bassano del Grappa 25/10/2020 - ASIAGO - Giovedì 29 ricorreranno i due anni dalla tempesta Vaia, che in tutto il Nordest ha distrutto oltre 42 mila ettari di bosco e causato quasi 3 miliardi di euro di danni. Ad Asiago parte un progetto sperimentale per il rimboschimento. || Dalla devastazione alla rinascita, dai tronchi schiantati ai germogli di una nuova vita. I boschi dell'Altopiano sono già ripartiti, anche se ci vorranno anni per rivedere i panorami di un tempo. Da Marcesina continuano a scendere grossi carichi di legname, resti di una ferita ancora ben visibile e lunga da rimarginare, ma uomo e natura provano a stringere un patto. Lo fanno con la prima fase del progetto sperimentale “Oltre Vaia”. Comune di Asiago, Università di Padova, Treedome FSC Italia vogliono ripartire proprio dal bosco e aiutarlo a ricrescere.Vaia due anni fa coi suoi venti fino a 200 km/h, ha distrutto 2.300 ettari di bosco in tutto l’Altopiano e circa 400 ad Asiago. Il progetto "Oltre Vaia" mette radici oggi e guarda al futuro con progetti disattici rivilti alle giovani generazioni. Le piante appena messe a dimora sono protette non da tubi in plastica, ma da strutture in cartone sostenibile certificato FSC. La seconda fase sarà nella primavera 2021, con la conclusione delle operazioni di impianto su tutta la superficie prevista.

Progetto Oltre Vaia  Progetto Oltre Vaia


M’illumino di meno - Università di Padova
La tempesta Vaia
Prof.ssa Laura Secco, 4.4.2020


M’illumino di meno - Università di Padova
Sugli ecosistemi
Laura Secco, 6.3.2020
www.unipd.it/millumino-meno

Gli ecosistemi vegetali sostengono la vita e le attività umane in moltissimi modi: alimentano il nostro benessere, ci forniscono materie prime, prevengono i dissesti idrogeologici del terreno, e molto altro. Ciascuno di noi può, nel quotidiano, contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici ed evitare che questi fenomeni continuino ad aumentare in frequenza e intensità.


M’illumino di meno - Università di Padova
Sulla tempesta Vaia
Laura Secco, 4.4.2020

Laura Secco, docente di Economia e politica forestale al TESAF Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali #Unipd, ci parla di un fenomeno metereologico eccezionale che nell'ottobre 2018 ha devastato decine di migliaia di ettari di superficie forestale nel Nordest italiano: Vaia.


M’illumino di meno - Università di Padova
La biodiversità vegetale


Crolli nel Nord Est - Punto sulla situazione e prime stime dal settore tecnico
Bruschini S. (a cura di), 2019
Sherwood - Foreste e Alberi oggi, 238: 6-9.


Vicenza, un convegno per capire la tempesta VAIA di un anno fa

“Nei giorni del 29 e 30 ottobre 2018 – ricorda Cavalli – la tempesta Vaia ha investito con precipitazioni piovose e raffiche di vento di eccezionale intensità le aree prealpine e alpine dell’Italia nord-orientale, causando gravi danni alle abitazioni, alle infrastrutture e, soprattutto, ai boschi. In particolare, il danno stimato nelle aree forestali è superiore agli 8 milioni di metri cubi di legname e ad esso si associa la perdita di una serie di servizi eco-sistemici legati alle foreste, quali la protezione dalle frane, dalle valanghe e dalle alluvioni, e la riduzione dell’accumulo di anidride carbonica. La serata al Monte di Pietà – conclude l’esperto – rappresenta un momento di riflessione sulle origini della tempesta, su quanto si è fatto nel primo anno e sui rischi cui sono sottoposte le foreste alpine a seguito del surriscaldamento globale e della conseguente emergenza climatica”.
Lo spazio per un rilancio della forestazione nazionale è enorme se si considera che – spiega la Coldiretti – l’Italia importa dall’estero più dell’80% del legno necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento per un importo di oltre 4 miliardi nel 2018. L’industria italiana del legno – conclude la Coldiretti – è la prima in Europa, ma con legname che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania a dimostrazione di un grande potenziale economico inutilizzato.


Selvicoltura e schianti da vento. Il caso della “tempesta Vaia”
Renzo Motta, Davide Ascoli, Piermaria Corona, Marco Marchetti, Giorgio Vacchiano
13.11.2018

Tra il 28 ed il 30 ottobre 2018 ampie zone delle Alpi orientali sono state interessate da venti che hanno superato i 200 km h-1 ed hanno provocato dei danni gravissimi alle foreste in particolare della Lombardia, del Veneto, del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia-Giulia. L’evento, chiamato dai metereologici “tempesta Vaia”, ha provocato, secondo le prime stime, l’abbattimento di 6-8 milioni di metri cubi di legname ed è sicuramente il più importante disturbo da vento avvenuto recentemente in Italia, anche perché ha interessato foreste che, oltre ad essere tra le più belle e famose delle Alpi, fanno parte di un paesaggio che è un patrimonio culturale e naturalistico di valore inestimabile


Tempesta Vaia, i danni per le foreste del Nordest
Elisa Cozzarini
29 dicembre 2018

Danni dalla tempesta Vaia


Danni da maltempo e schianti da vento del 27-30.10.2018
Aichner A, Oberlechner K, Pietrogiovanna M, Tonner J, Andriolo A, Oberkofler H, Maistrelli F, Agreiter A, Pernstich H, Lösche M (2019) VAIA 2018. IV Report.
in Alto-Adige., pp. 58.


Linee guida per la ricostituzione del potenziale forestale nelle aree danneggiate dal vento: il caso dei boschi della Toscana
Francesca Bottalico, Susanna Nocentini, Davide Travaglini
Italian Journal of Forest and Mountain Environments 71 (4): 227-238, 2016

Tra il 4 e il 5 marzo 2015 il territorio toscano è stato colpito da una tempesta di vento, con raffiche fino a 167 km/h, che ha provocato ingenti danni ai boschi. In questo lavoro si descrivono le linee guida per la ricostituzione del potenziale forestale delle principali tipologie forestali che hanno subito danni, sia fustaie che cedui. La maggior parte delle fustaie danneggiate è costituita da soprassuoli monospecifici, spesso di origine artificiale (a es. abetine, pinete di pino nero o di pino domestico) dove a una gestione sovente orientata in passato al mantenimento di strutture uniformi, si è aggiunta negli ultimi decenni la rarefazione se non addirittura la sospensione totale degli interventi selvicolturali e in particolare dei diradamenti, aumentando così la loro suscettibilità al danno. Si conclude che gli interventi di ricostituzione devono rappresentare il primo passo per recuperare una gestione attiva del bosco, sulla base di una strategia mirata ad aumentare resistenza e resilienza dei boschi toscani, in modo da conservare la loro capacità di fornire preziose utilità ecosistemiche in un futuro che si prospetta caratterizzato da grande incertezza, non solo climatica.


Il portale del legno trentino: uno strumento per la valorizzazione della filiera foresta-legno
In: Convegno «Filiere forestali e sostenibilità, tra bioeconomia e servizi ecosistemici»
Zanotelli A, Tomasi MC, Maurina C (2019)
Camera di Commercio I.A.A. di Trento, p 4


Il nuovo regolamento comunitario LULUCF: sfide e opportunità per il settore forestale italiano
Pilli R, Vizzarri M, Fiorese G, Grassi G (2018)
For - Riv di Selvic ed Ecol For 15:87–93. 
Article Google Scholar


Stima dei danni della tempesta “Vaia” alle foreste in Italia 
Chirici G, Giannetti F, Travaglini D, Nocentini S, Francini S, D’Amico G, Calvo E, Fasolini D, Broll M, Maistrelli F, Tonner J, Pietrogiovanna M, Oberlechner K, Andriolo A, Comino R, Faidiga A, Pasutto I, Carraro G, Zen S, Contarin F, Alfonsi L, Wolynski A, Zanin M, Gagliano C, Tonolli S, Zoanetti R, Tonetti R, Cavalli R, Lingua E, Pirotti F, Grigolato S, Bellingeri D, Zini E, Gianelle D, Dalponte M, Pompei E, Stefani A, Motta R, Morresi D, Garbarino M, Alberti G, Valdevit F, Tomelleri E, Torresani M, Tonon G, Marchi M, Corona P, Marchetti M (2019)
For - Riv di Selvic ed Ecol For 16:3–9. https://doi.org/10.3832/efor3070-016


Selvicoltura e schianti da vento. Il caso della ‘tempesta Vaia’. Selvicoltura e schianti da vento. Il caso della “tempesta Vaia.”
Motta R, Ascoli D, Corona P, Marchetti M, Vacchiano G (2018)
For - Riv di Selvic ed Ecol For 15:94–98.


L’equilibrio della natura non esiste (e non e mai esistito!)
Motta R (2018)
Forest@ - Rivista di Selvicoltura ed Ecologia Forestale 15 (3): 56-58.

For decades ecologists and natural resource managers have operated on the assumption that the normal condition of nature, if not disturbed by humans, is a state of equilibrium called homeostasis. This paradigm led to the doctrine, popular especially among conservationists, that nature knows best and that human intervention is bad by definition. In the last decades new evidences have led ecologists and natural resource managers to abandon such concept or consider it as irrelevant. The new paradigm is that ecosystems are constantly changing and the main engine of this change are natural disturbances (e.g., fire, wind, insect outbreaks, etc.). The biological diversity is dependent on natural disturbance, thus natural resource conservation and management must take into account the fundamental role of these events.


L’Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio INFC 2005. Secondo inventario forestale nazionale italiano. Metodi e risultati. Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; Corpo Forestale dello Stato. Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CREA).
Gasparini P, Tabacchi G (2011)
L’Inventario Nazionale Delle Foreste e Dei Serbatoi Forestali Di Carbonio INFC 2005. Secondo Inventario Forestale Nazionale Italiano. 653.


Evoluzione delle foreste di montagna dopo l’uragano Vivian 
Schönenberger W, Lüscher P, Wohlgemuth T, Senn J, Egli S, Kupferschmid Albisetti A, Frey W, Gerber W, Duelli P, Wermelinger B, Dobbertin M, Buendl M, Angst C (2003).
Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi (93): 9-16.